NON E' POI COSI' DIVERSO DAI TEMPI DELL'INQUISIZIONE


Nei giorni scorsi il sedicente Stato Islamico (Is) ha barbaramente ucciso un pilota giordano catturato qualche tempo prima: rinchiuso in una gabbia, è stato bruciato vivo e successivamente spianato al suolo per mezzo di una ruspa.
Chiaramente non è possibile non stigmatizzare un tale metodo di esecuzione, indiscutibilmente inumano, ma non è questo in discussione: sembra che tutta la stampa occidentale sia all’improvviso stata pervasa da un violento attacco di Alzheimer.
Sì perché, quanto accaduto in questa incresciosa occasione, non è certo la prima volta che succede nella storia, e questo non si può far finta che non sia: da qualche migliaio di anni l’uomo ricorre a metodi raccapriccianti per liberarsi di persone scomode.
Probabilmente questo è un discorso scomodo, perché si vanno a toccare i nervi scoperti di una istituzione che sembra intoccabile; no, non parlo della “onorata società” ufficiale, ma della chiesa cristiana-cattolica-apostolica-romana: già, perché questo sistema di risolvere le questioni non è certamente nuovo per i seguaci del monarca che da secoli - a parte dal 1309 al 1377, il periodo della così detta "cattività avignonese" - risiede nella piazzetta pomposamente definita Città del Vaticano.
Non riesco affatto a trovare alcuna differenza tra questa vergogna e quelle perpetrate dai servi papisti della Santa Inquisizione, ed ancora prima delle crociate: sia quelle per la riconquista del così detto Santo Sepolcro, sia quelle dello sterminio dei così detti “eretici”, così come quello dei personaggi “scomodi”.
I primi esempi che mi vengono in mente sono: Fra Dolcino, Catari, Albigesi, Giordano Bruno, caccia alle streghe, Jeanne d’Arc; ma sono centinaia gli esempi che potrebbero essere fatti, sia di chi ha subito questa terribile pratica, sia di chi si è salvato - si veda Galileo Galilei - soltanto per aver abiurato le proprie idee.
Stando così le cose, pur condannando con forza il crimine perpetrato dagli assassini del sedicente Stato Islamico, non riesco in nessun modo ad unirmi al coro di chi addita come pazzi tutti coloro che seguono la religione islamica; la storia insegna che, tutti coloro che sono dipendenti dall’oppio dei popoli, sono naturalmente predisposti alla eliminazione fisica di chi non la pensa come loro.

Genova, 16 febbraio 2015

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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